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L’avventura italiana non comincia nel migliore dei modi: sfortunatamente, Tomáš si infortuna nel bel mezzo della stagione, proprio mentre sta dimostrando di cosa è realmente capace, e deve rimanere lontano dal campo per tre lunghi mesi, durante i quali la Fiorentina gioca male e raggiunge gli ultimi posti della classifica.

I vari allenatori capiscono quanto lui sia importante proprio in questo periodo, quando la difesa è diventata una delle peggiori del campionato. Con il suo ritorno c’è un leggero miglioramento da questo punto di vista, ma la Fiorentina riesce a salvarsi solo all’ultima giornata contro il Brescia.

La stagione seguente, la seconda per Tomáš in viola, comincia in modo del tutto diverso. Per prima cosa, il presidente Della Valle sceglie un nuovo direttore sportivo, Corvino, ed un nuovo allenatore, Cesare Prandelli, che, ad eccezione di Mondonico, sono molto più bravi e professionali di tutti quelli passati per Firenze l’anno precedente.

Ma i problemi per Tomáš non finiscono, almeno all’inizio, poiché Prandelli è soddisfatto della coppia Dainelli – Gamberini come centrali difensivi, e sposta Tomáš sulla fascia destra. I tifosi viola cominciano a tremare, perché sembra che la società voglia venderlo, ma per suo stesso forte volere rimane, e i risultati si vedono.

Prandelli vince la sua personale scommessa e Tomáš, che all’inizio pensa di non poter ricoprire quel ruolo, diventa indispensabile in questa parte del campo, sia in difesa che in attacco con i suoi pericolosi cross. Quando Dainelli è in panchina, la fascia di capitano è sua: finalmente un allenatore che ha capito le sue caratteristiche, sia come giocatore che come uomo. La stagione si conclude nel migliore dei modi con un meritatissimo 4° posto, che appena pochi mesi più tardi verrà ingiustamente tolto alla squadra viola.

I due successivi campionati sono dei veri e propri successi: Tomáš gioca per tutta la stagione 2006-2007 come terzino destro prendendo sempre più confidenza nel suo ruolo. Arriva anche un gol, contro l’Ascoli, che non rimane l'unico a Firenze in quanto nella stagione successiva ne realizza uno anche contro la Roma in trasferta. La Fiorentina finisce nuovamente 4°, e nuovamente non può prendere parte alla Champions League a causa di una penalizzazione di 15 punti “maturata” dall’anno precendete per un presunto coinvolgimento del presidente Della Valle nello scandalo Calciopoli (successivamente giudicato come non vero).

I viola centrano però la qualificazione in Coppa Uefa, competizione che, nella stagione 2007-2008, porterà grandi soddisfazioni: la squadra si piegherà soltanto in semifinale dopo una partita maledetta contro l’Everton. In campionato, Tomáš da vice-capitano è ormai il capitano fisso a causa delle continue assenze di Dainelli, fatto che lo vede nuovamente al centro della difesa con Gamberini con Jorgensen sulla destra. E la squadra va che è una meraviglia. Stavolta il 4° posto alla Fiorentina non può toglierlo nessuno e così, dopo ben 10 anni, i viola approdano in Champions League.

Senza Tomáš. Sono infatti inutili i tentativi da parte della società di far rinnovare al difensore il suo contratto con la Fiorentina in scadenza a giugno 2008: nonostante sia un idolo della tifoseria, ha ormai deciso di provare qualcosa di nuovo in un campionato diverso da quello italiano. E così il 1 luglio del 2008 diventa ufficialmente un giocatore dell’Atletico Madrid, trasferendosi a parametro zero.

 
 
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